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E-fattura e gestori, proclamato sciopero

Pubblicato il 14 giugno 2018

Dopo l'Assemblea Faib sul tema a Siena

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Si è svolta lunedì scorso a Siena, nella sede Confesercenti, l’assemblea dei gestori di impianti di erogazione carburanti associati Faib. L’incontro riguardava il tema della fatturazione elettronica, che sarà richiesta ai gestori a partire dal 1 luglio. Una scadenza a proposito della quale la Faib nazionale è intervenuta assieme alle altre sigle di categoria per chiedere una proroga. Le Federazioni dei gestori “in considerazione che le imminenti scadenze prescritte dalla Legge 27 dicembre 2017, n. 205, articolo 1, commi 909-928, in tema di fatturazione elettronica e pagamento delle cessioni di carburanti” hanno sottoposto al nuovo Ministro dell’Economia prof Giovanni Tria e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio on. Giancarlo Giorgetti, “le ragioni per le quali appaiono ragionevolmente necessari oltreché urgentissimi alcuni interventi normativi di correzione” per quanto riguarda l’imminente entrata in vigore della suddetta normativa.

 

 A seguire, il 13 giugno è stato proclamato lo sciopero per il 26 giugno. Le tre Federazioni che denunciano l’estrema criticità con il quale il settore ed i suoi utenti rischiano di dover affrontare i nuovi obblighi relativi alla fatturazione elettronica che, in assenza di provvedimenti normativi, scatteranno dal prossimo 1° luglio.

A meno di tre settimane dalle scadenze poste dalla legge -si legge nella nota congiunta - sono tali e tanti i ritardi e le incoerenze sia sulla certezza delle modalità operative che sui supporti tecnologici che l’Amministrazione si era impegnata a mettere a disposizione che, senza alcuna enfasi, si può ragionevolmente affermare come la rete distributiva, per larga parte costituita -sarà bene ricordarlo- da “chioschi da marciapiede”, sia effettivamente a rischio di blocco e paralisi.

Una conseguenza inaccettabile per un settore ed una intera categoria che pure nei scorsi mesi si era resa ampiamente disponibile, collaborando con l’Amministrazione fattivamente per consentire la sperimentazione in anticipo l’introduzione di norme che dal 1° gennaio prossimo interesseranno tutti gli altri indistintamente.

Pur comprendendo il delicato momento di transizione di Parlamento e Governo, le scadenze ravvicinatissime ed il livello di impreparazione del “sistema” dovrebbero di per sé consigliare un intervento normativo urgente e risolutivo che, oltre al resto, posponga i termini già fissati.

Al contrario, le ripetute sollecitazioni avanzate anche direttamente verso il Ministro Prof. Tria non sono riuscite finora a sortire neanche un segnale di attenzione.

Per queste ragioni -conclude la nota sindacale- alla categoria non rimane altro strumento di azione che proclamare lo sciopero nazionale di 24 ore, per martedì 26 giugno.

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