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Nannizzi: 'dal nuovo Codice un commercio più 'toscano''

Pubblicato il 12 novembre 2018

La prima valutazione della nuova legge regionale

Dunque la Regione Toscana ha una legge più moderna per regolare l’esercizio delle attività commerciali. Il Consiglio regionale ha approvato il nuovo Codice, che comporta novità non uguali per tutte le categorie del settore, ma che probabilmente su alcune avrà un impatto importante nel medio-lungo periodo. E che forse riuscirà a ristabilire per il commerciante, inteso come colui che fa questo mestiere in regola e alla luce del sole, un ruolo più riconosciuto.

 

Agli esercenti membri della Presidenza provinciale il nuovo Codice del commercio era stato anticipato in “anteprima” un giorno prima della sua approvazione, anche se ‘sub juidice” di eventuali modifiche dell’ultim’ora che effettivamente poi non ci sono state.

 

La sera del 5 novembre infatti si è riunito l’organo collegiale di Confesercenti Siena, che per l’occasione ospitava l’intervento dei due consiglieri regionali ‘senesi’ (Simone Bezzini e Stefano Scaramelli) oltre che del neo eletto presidente della Provincia di Siena, Franceschelli.  “Il lavoro di confronto sul nuovo testo era partito bene, poi aveva subito una  inversione di tendenza – aveva evidenziato in apertura il Presidente provinciale di Confesercenti, Leonardo Nannizzi  - finalmente,  verso la stretta finale molte delle osservazioni esposte dai rappresentanti di categorie sono state recepite. Il ripristino della concertazione,  la Conferenza dei servizi che torna a rivestire un ruolo su scelte importanti,  la presa d’atto di certi fenomeni come le sagre sono innovazioni importanti, unitamente al limite massimo di 15mila metri quadri per ogni tipo di grande superficie di vendita, e questo limite è un primato a livello italiano. Quello sulle sagre è un importante passo avanti, che ora presuppone un’interpretazione concreta da parte dei singoli comuni”.

 

 “E’ stato riaffermato il ruolo delle regole, della funzione sociale del commercio anche in tema di sicurezza. Importante, ad esempio, è la reintroduzione della Conferenza di servizi, che presuppone un principio di condivisione delle scelta qualora si presentino nuove intenzioni di insediamenti commerciali di medio grande distribuzione, salvaguardando così le piccole realtà locali, la rete distributiva del piccolo commercio. Questa misura fa il paio con la definizione dei centri commerciali naturali  dando importanza alla riqualificazione di aree urbane meno commerciali, favorendo il recupero dell’aggregazione sociale. Non dimentichiamo quanto è importante il commercio nei nostri centri abitati anche dal punto di vista di percezione della sicurezza, rapporti interpersonali, qualità della vita diffusa per i residenti e per chi li vive in generale. Ci auguriamo anche che queste normative vengano rispettate:, e tutto questo impegno di valorizzazione incontri un sostegno pratico per l’attuazione, perché diversamente sarebbe un controsenso  rispetto agli intenti del nuovo Codice". 

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