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CARBURANTI Sigle convocate, sciopero gestori sospeso

Pubblicato il 15 luglio 2019

Il 23 luglio incontro al Ministero

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Faib Fegica e Figisc saranno ricevute al Ministero dell'economia martedì 23 luglio. La convocazione arrivata oggi ai sindacati rappresentativi del gestori ha indotto le sigle a sospendere le sciopero previsto per mercoledì 17 luglio, dando così un segno tangibile della mobilitazione già avviata dai gestori stessi, che per la provincia di  Siena si erano riuniti in proposito mercoledì 10 luglio.

 

La convocazione del tavolo era tra le priorità indicate nell’ambito della vertenza promossa sul tema della politica fiscale attuata dall’esecutivo tendente a scaricare sull’ultimo anello della filiera sempre più nuovi adempimenti ed oneri.

 

Rispetto a questo approccio, contestato, i gestori carburanti hanno sollevato diversi profili di problematicità rispetto ai quali hanno chiesto di poter discutere dei provvedimenti varati e di quelli in itinere.

L’apertura del tavolo è giudicata da Faib un passo importante per affrontare le aree di criticità presenti sulla rete e per approntare strumenti adeguati per un fisco più equo verso una categoria che esita un prodotto completamente tracciato, svolge un’attività di pubblica utilità ed opera a proprio rischio e pericolo una funzione di supporto allo Stato, assimilabile a quella di sostituto d’imposta.

 

Facendo seguito agli impegni assunti il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze on. Alessio Villarosa ha, dunque, convocato il tavolo per mettere in fila le questioni sul tappeto.

E’ già stato chiarito che l’orientamento della categoria è quello di operare con assoluta convinzione per contrastare l’illegalità, ma questo non può risolversi sempre in nuovi costi scaricati sui gestori connessi agli oneri, normativi ed amministrativi, relativi alla strumentazione di contrasto, circa 20 milioni negli ultimi 6 mesi, mentre rimane sullo sfondo la grande questione della permanente violazione normativa costituita dall’abusivismo contrattuale, praticato a piene mani nel settore, su circa il 60% dei 22 mila impianti, nell’indifferenza della filiera e delle istituzioni, a fronte del susseguirsi di sentenze che condannano il fenomeno che può definirsi come caporalato petrolifero.

Lotta all’illegalità sì, ma a tutti i livelli. Sapendo che l’abusivismo contrattuale costa 200 milioni l’anno allo Stato di mancato gettito contributivo.

Nello specifico si ricorda l’enorme ingiustizia rappresentata dal fatto che la grande maggioranza dei gestori carburanti sarà costretta ad attuare una norma che non considera che il loro fatturato è in modo preponderante determinato dal peso delle accise e dell’iva.

Nel ringraziare il Sottosegretario Villarosa per l’impegno assunto a nome del Governo ad affrontare temi che il settore si trascina da tempo, Faib, accogliendo le deliberazioni delle assemblee fin qui svolte, sospende le iniziative indette di protesta e di chiusura degli impianti, per consentire un confronto costruttivo tra le parti, utile alla risoluzione delle questioni sollevate dalla categoria negli ultimi mesi, in diverse occasioni, e in un momento particolarmente difficile del settore che si trova alla vigilia della stagione dei rinnovi degli accordi economici.

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