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COMMERCIO E TURISMO Il Rapporto Siena 2011

Pubblicato il 10 giugno 2011

Crescente turn over delle gestioni. Aumento delle nazionalità straniere. Margini di guadagno sempre più compressi e difficoltà operative costanti, specialmente nel far fronte alle richieste di banche e gestori dei servizi pubblici a tariffa. Sono alcuni dei tratti distintivi che accomunano quasi un terzo degli imprenditori senesi ed i loro addetti, impegnati in attività commerciali o turistiche, secondo quanto emerge dall’edizione 2011 del Dossier sullo Stato del Commercio e del Turismo in provincia di Siena. Elaborato da Confesercenti Siena, il Rapporto è stato presentato oggi nella sede dell’associazione di categoria dal Presidente Graziano Becchetti, e dal Direttore Valter Fucecchi.

I NUMERI. La serie di indicatori evidenzia un contesto controverso, il cui affanno risulta tendenzialmente minore rispetto a quello espresso l’anno precedente, ma ancora pienamente esposto a numerosi fattori di incertezza. Nel 2010 il fatturato del commercio al dettaglio senese è risultato ancora in calo (-2 per cento) sia pure in misura minore rispetto alla media regionale: parallelamente, gli incrementi sui prezzi praticati sono rimasti tra i più bassi della regione. Emergono così margini di remunerazione sempre più ristretti per il commerciante senese, sulla cui gestione non smette di crescere il peso di servizi pubblici ed altri pesanti oneri, come gli affitti. Per fronteggiare la crisi i dettaglianti si sono visti costretti a fare maggiormente da sé, riducendo il ricorso a lavoratori esterni. Situazione analoga, ma con distinguo, nel turismo: più giovane e dinamico della media, il settore ricettivo e dei pubblici esercizi ha scontato anche nel 2010 un’alta rotazione nelle gestioni, ed una mole di chiusure più ampia delle nuove aperture, tanto che in due anni si stimano esser spariti quasi 600 posti di lavoro. Il buon ritorno di turisti stranieri registrato l’anno passato non è stato sufficiente ad impattare il forte calo accusato l’anno prima: la ricaduta economica in terra di Siena delle presenze esterne negli ultimi due anni ha vissuto un calo del 14 per cento.

LE NECESSITA’. Secondo l’interpretazione di Confesercenti, questo stato di cose riafferma la necessità di iniziative proposte nel recente passato. Gli operatori turistici attendono chiarezza dalle istituzioni (Regione in primis) sulla valorizzazione della destinazione-Siena nel nuovo sistema di promozione toscano: azzerate le due Apt, la provincia di Siena rischia di ritrovarsi da un estremo all’altro, in una sorta di ‘deserto promozionale’ che vanificherebbe le potenzialità esistenti, ad esempio, in soggetti come Promosiena. Nel tessuto commerciale senese, composto tradizionalmente da piccole entità, la principale inquietudine riguarda la possibile espansione della grande distribuzione. Recenti episodi di ‘fuga verso gli iper’ (caso di Colle Val d’Elsa) impongono la necessità di un tavolo di coordinamento a livello provinciale in materia di programmazione commerciale, per impedire che iniziative virtuose di un Comune siano vanificate da scelte dei confinanti, non orientate ad un equilibrato sviluppo del territorio.

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