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Ed ecco a voi la moneta unica

Pubblicato il 04 gennaio 2002

L’Euro non è solo una moneta. E’ soprattutto uno dei risultati più importanti di quel processo di integrazione europea, ancora lontano dall’essere concluso, avviato proprio in Italia, con i trattati di Roma del 1957, sulle macerie e sulle tragedie della seconda guerra mondiale. Su quelle rovine si cominciò a sognare di costruire un futuro di pace, di collaborazione e cooperazione tra popoli che per secoli si erano sanguinosamente divisi e combattuti. Oggi quei popoli rinunciano, spontaneamente, a una parte importante della loro identità nazionale per condividere insieme il cammino e il sogno di un nuovo inizio, di un rinascimento europeo che faccia del vecchio continente, ancora una volta, il centro e la culla della storia dell’uomo. L’Euro, è in pratica un discorso cominciato 50 anni fa. La cronologia essenziale si rifà al 1957, quando il trattato di Roma tra Italia, Francia, Germania e Benelux dà vita alla Comunità Economica Europea. Più di vent’anni dopo, nel 1979 viene creato il Sistema monetario Europee (lo SME) che implica per le valute dei 5 paesi aderenti un accordo sulle parità fisse, ma fluttuabili. Nel 1986 c’è la Firma dell’atto Unico Europeo che avvia la libera circolazione di uomini, capitali, beni e servizi. Sei anni dopo, nel 1992, è la volta del trattato di Maastricht che amplia i trattati di Roma e prevede la creazione della moneta unica. Nel frattempo il numero dei paesi aderenti all’u.E è cresciuto, di anno in anno, sino a raggiungere gli attuali 15 membri dell’unione. Oggi, solo 11 partecipano all’euro sin dalla prima fase - AUSTRIA, BELGIO, FINLANDIA, GERMANIA FRANCIA, GERMANIA, IRLANDA, ITALIA, LUSSEMBURGO, PAESI BASSI, PORTOGALLO, e SPAGNA.- Per il momento DANIMARCA, REGNO UNITO, SVEZIA e GRECIA rimangono fuori.




Le tappe dell’euro


La Prima fase prende il via il 2 maggio 1988, con la definizione degli 1 paesi partecipanti, per chiudersi il 31 dicembre dello stesso anno. La mattina del 1 gennaio ‘99 infatti furono fissati i tassi di conversione tra la vecchie monete dei paesi aderenti. A quel punto si è aperta la Seconda fase, fino al 31 dicembre 2001. Durante questo periodo l’Euro è già la moneta legale degli 11 paesi: anche se non ancora circolante come contante, infatti, è possibile acquistare e vendere in Euro, purché vengano utilizzati assegni, carte di credito, bonifici bancari. Gli operatori possono accettare pagamenti in Euro che saranno convertiti automaticamente sul proprio c/c. Gli operatori sono pertanto liberi di usare la lira e operare finanziamenti in Euro. In questa fase sono già espressi in EURO: i titoli pubblici come BOT, CCT, BTP eccetera, il listino dei titoli di borsa. Si possono richiedere alla propria banca carnet di assegni in Euro e conti correnti in Euro. Numerosi servizi pubblici hanno già cominciato a scrivere l’importo delle bollette in Euro. E’ questa anche la fase durante la quale gli esercenti devono attrezzarsi per le variazioni necessarie alla strumentazione aziendale (prezzatrici, bilance, registratori, fiscali ...) Pur se vigente il principio "nessun obbligo, nessun divieto".

La terza fase, decisiva, prende il via il 1 gennaio 2002. Da quella data si cominciano ad avere in tasca gli EURO e i centesimi di EURO. La lira e le altre monete nazionali sono progressivamente ritirate dalla circolazione. Dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002, nei pagamenti che richiedono l'uso di contante, èpossibile utilizzare sia le lire che gli euro (cd. Periodo di doppia circolazione). Dal 1° marzo 2002, la lira cessa di avere corso legale e tutti i pagamenti debbono essere effettuati esclusivamente in euro.

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