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NO PROFIT, DONATORI E RETE: A CHE PUNTO SIAMO?

Pubblicato il 06 luglio 2017

I risultati di una ricerca sul territorio italiano

Per la creazione della relazione e della fiducia ma tra associazioni no profit e sostenitori, la rete è sempre più strategica, anche se per mettere in pratica il sostegno si preferiscono ancora altre vie. E’ quanto emerge da una ricerca pubblicata da Nova24 e condotta da Donare 3.0, di Duepuntozero Doxa in collaborazione con Rete del Dono e Paypal sulle prime 30 onp a cui gli italiani preferiscono devolvere il 5 per mille.

Le associazioni no profit italiane nel corso degli anni hanno sviluppato un buon livello di digitalizzazione, sono presenti sui social e sfruttano il web per la raccolta fondi. le prime 30 sono tutte in possesso di un sito internet , una pagina  facebook e un account twitter.

 

I DONATORI VISTI DAL WEB

la ricerca ha suddiviso in 4 tipologie I profili dei donatori :

1-      Pessimista:

-          Donne, Istruzione elementare, non lavoratori, casalinghe, disoccupati e studenti. Queste categorie vedono il bicchiere mezzo vuoto, sono molto egocentrici e poco inclini a donare e sono spesso sui social per lamentarsi di qualcosa e sono caratterizzati anche dal tema dell’immigrazione e sono soprattutto donne e persone del Nord Est e rappresentano il 25% del campione considerato.

2-      Pragmatico:

-          Uomini adulti, disponibili, poco proattivi ed attivi nel mondo del lavoro. Questa categoria è tra i più concreti e tecnologici   , sono tra i più ambiziosi ma senza sovrastare gli altri. Tra i più lontani dai socialnetwork, molto informati e favorevoli alla donazione degli organi. Disponibili ad aiutare conoscenti e famigliari e costituiscono il 32%.

3-      Sognatore:

-          Uomini giovani, fanno volontariato, attivi nel mondo del lavoro e aperti al futuro. Queste persone sono sempre alla ricerca di una nuova sfida, estroversi ed ottimisti. Amano condividere sui social, sono degli ottimi donatori. Sono più uomini, il target è più giovane  e del sud  Italia  attivi nel mondo del lavoro e rappresentano il 27%.

4-      Ottimisti:

-          Donne, fanno volontariato e altruisti.

Questa categoria nonché ultima rappresenta il cluster più piccolo ma con caratteristiche molto positive, sono in assoluto i più altruisti ovvero aperti al futuro e con una positività contagiosa rimanendo concreti. Sono più donne e sono del sud Italia e rappresentano il 16%. 

 

COME NASCE LA RELAZIONE.

A fronte della presenza sul  web,  la maggior parte dei donatori sceglie un’ associazione attraverso il passa parola, i banchetti e la tv; il metodo di pagamento adottato dal donatore è quello in contanti e conta circa il 49%, seguito dall’ sms solidale con il 24%, il bollettino ha il 16%, la donazione online il 15%  il bonifico che è costantemente in calo con il 13%  ed infine la carta  di credito via telefono con il 9%, nonostante questa statistica metta in risalto che il metodo di pagamento più utilizzato è in contanti

Alla domanda “quale sia la modalità preferita per donare” il 63% sceglie l’online su internet.  In questi meccanismi predominano abitudine e pigrizia:  un 41%  affermando che l’organizzazione prescelta non prevede donazioni online ed un altro 41% che non ha alcun tipo di fiducia nel pagamento online.

Per le organizzazioni no profit  il web è  anche fonte di occasioni nuove: il 15% di fatti ha partecipato a un crowdfunding ovvero una raccolta fondi online a sostegno di progetti specifici, gestita come piattaforma da Rete del Dono che nello scorso anno ha raccolto 1.1 milioni di euro e ha visto la transazione mobile passare dal 12% al 32%.

 

 

PERCHE’ NON SI SCEGLIE DI SOSTENERE UN’ASSOCIAZIONE

Il 63% delle persone non ha abbastanza fiducia e non vede trasparenza sull’utilizzo dei fondi, il 47% ripiega sulla crisi economica e l’aumento delle tasse, il 41% non sa come orientarsi sulle molteplici associazioni nate, il 35 % lamenta la scarsa comunicazione sull’esito del progetto, il 30% è infastidito dall’eccesiva sollecitazione da parte delle organizzazioni, il 24% sostiene che le organizzazioni usino troppi fondi per il proprio sostentamento, il 17% sostengono direttamente persone o familiari in difficoltà, un 15% non viene convinto dalle comunicazioni delle organizzazioni , un altro 15% preferisce impegnarsi nel volontariato che fare donazioni  in denaro ed infine un 9% pensa che le donazioni non servano a risolvere un problema troppo grande. 

 

 

SETTORI AFFINI E POSSIBILI SINERGIE

Il mondo del terzo settore non appare  totalmente consapevole della potenzialità che può sviluppare il web; a confronto,  il mondo dello startup che nasce con una forte impronta digitale rispetto al terzo settore è molto più evoluto. Come le piattaforme di sharing economy che mettono in relazione le persone e fanno del digitale la leva per abitare condivisione e collaborazione, se gestito da  giovani nati nella maturità del mondo digitale.

Una delle frontiere del digitale con un impatto sociale è la cultura, nel rapporto 2017 “Io Sono Cultura” elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere , si portano come esempio le Università che offrono lezioni gratuite in podcast e numerosi musei offrono il loro patrimonio in versione digitale pur essendo consapevoli che la fruizione digitale spinge verso  l’esperienza analogica..

In generale il digitale viene riconosciuto come un fattore che contribuirà alla crescita dell’industria creativa e culturale, includendo nuovi pubblici e nuove fasce di utenti potenziali.                       

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