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BENESSERE Mettere ordine nel settore

AICEB

20 maggio 2010

 

 

Si è svolta nei giorni scorsi Rimini Wellness, la più importante fiera annuale di settore, dove si sono dati appuntamento operatori e appassionati. Tra questi c’era Maurizio Banchetti, presidente provinciale di Assoturismo Confesercenti Siena, che è intervenuto alla tavola rotonda sull’”Arcipelago benessere” organizzata da Aiceb, la sigla sindacale rappresentativa delle circa 30mila tra palestre, centri benessere, centri estetici attivi in Italia.

 

“A livello numerico è sicuramente un settore che ha conosciuto una forte espansione, negli ultimi anni – racconta Banchetti – dalla metà degli anni Duemila in Italia si è registrato un incremento di oltre il 20 per cento nel numero di imprese, anche perché a differenza di altri comparti affini, questo riuscire maggiormente a destagionalizzare i flussi di clientela, ovvero a ripartirli più equamente nelle varie fasi dell’anno. Questo fenomeno, se apparentemente può essere visto come positivo, presenta però la necessità di essere governato. Questo è un settore che in sostanza è cresciuto in ordine sparso, in regime di quasi totale deregulation. E qualche correttivo a questo punto va sicuramente introdotto”. 

 

Banchetti riferisce un disagio crescente: sempre più soggetti si introducono nel mercato con preparazione superficiale e senza un sufficiente orientamento alla qualità, e ciò sempre più spesso rischia di provocare contraccolpi negativi per tutto il comparto. “Questo il motivo per cui l’Aiceb ha elaborato una proposta di legge, firmata già da 48 parlamentari, che definisca con parametri chiari le caratteristiche del settore. Ad oggi infatti solo alcuni dei soggetti che vi operano, perlopiù gli estetisti ed i masso fisioterapisti, sono tenuti a dimostrare precisi requisiti di professionalità; accanto a loro operano svariate figure che magari vorrebbero essi stessi poter dimostrare la loro professionalità, ma la normativa non è strutturata per farlo”.

 

Così la proposta di legge contiene una definizione precisa di “centro benessere”, ovvero di cosa può e deve fare, distinguendola dalle beauty farm e separando i trattamenti estetici da quelli di medicina estetica, nell’interesse del consumatore. La volontà è quella di colmare un vuoto normativo e regolamentare un settore particolarmente dinamico, anche in provincia di Siena. Se è vero che leggi e leggine abbondano in eccesso per molti settori produttivi, specie i più tradizionali, esistono altre situazioni in cui la deregulation è forse sin troppa; e qui, come in altri casi, qualche riferimento normativo sarebbe utile introdurlo.