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Covid e imprese - L'aria che tira in Gran Bretagna

Come le PMI del Regno Unito si stanno adattando per sopravvivere al Covid-19

23 settembre 2020

 

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Il Coronavirus ha causato un forte impatto economico non solo in Italia.

 

Ad esempio, nel Regno Unito, i dati ONS (Office for National Statistics), riportati da FSB, evidenziano che: 

  • Le domande di sussisdio di disoccupazione, a maggio, sono aumentate a 2,8 milioni
  • Il Pil, nei primi tre mesi di ques'anno, è diminuito del 2%, mentre a marzo è crollato del 5,8%, con un calo nominale del 12% per il 2020. 

 

A maggio 2020, una ricerca dell'FSB, ha rilevato che il 41% delle piccole imprese del Regno Unito era stato costretto a chiudere e, di questi, il 35% era preoccupato di non riaprire. Ma le piccole imprese si sono dimostrate resistenti di fronte alla sfida: molti sono passati alla produzione di nuovi prodotti o servizi aggiuntivi; altri hanno dedicato del tempo ad acquisire nuove copetenze soprattutto digitali; altri ancora hanno fornito supporti ai lavoratori; un terzo ha dato priorità alle proprie attività per i più deboli ed infine circa un quarto ha donato ai banchi alimentari. 

 

Nonostante la crisi, alcuni settori hanno prosperato: le vendite di piatti da asporto, attrezzature da palestra domestica, libri, televisori, sono aumentate in picco perchè le persone, durante il lockdown, hanno cercato di replicare i propri hobby a casa. 

 

Una conseguenza significativa del Coronavirus è stata la diminuzione del 43% delle emissioni dovuta alla riduzione dell'uso dei veicoli. Il Global Carbon Project stima che, ogni giorno, dall'inizio di aprile, siano state emesse circa 17 milioni di tonnellate di Co2 in meno rispetto ai normali livelli. 

 

E tu come stai vivendo questa situazione? raccontaci

 

(Foto di Ichigo121212 da Pixabay).