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30 novembre 2018
. Nella mia lunga vita ho fatto molte esperienze lavorative, che hanno interrotto al prevalente attività di casalinga (non soddisfatta).
Verso i 40 anni insieme a mia cognata, ci capitò di rilevare un piccolo negozio di merceria che era ubicato in un fondo molto piccolo e cosi ne cercammo uno più grande che, una volta sistemato ci sembrò enorme e eravamo preoccupate perché non sapevamo come riempirlo.
In quei giorni capitò a San Rocco un “signore” che vendeva le macchine per lavanderia a secco, ci convinse ad acquistarle e così ci ritrovammo con due attività, non sapendo niente di nessuna delle due.
Eravamo quindi in un mare di guai, specialmente con la lavanderia, anche perché questo signore ci aveva promesso assistenza e invece dopo due volte non si è più visto, così ci siamo dovute arrangiare.
Ci sono successe tante cose, brutte e belle, ma c’è un episodio che non abbiamo mai dimenticato:
Eravamo ai primi dell’inverno e venne in negozio una signora un po’ “spocchiosa” che ci portò molta roba da lavare tra cui un golfino di cachemire. Prima di metterlo in macchina, come facevamo sempre con tutti i capi, abbiamo controllato le istruzioni per il lavaggio, ma non trovando alcuna etichetta, lo mettemmo in macchina. Quando lo tirammo fuori era diventato la metà. Non ci restava altro che chiamare l’assicurazione che però ci disse che non essendoci indicazioni non avrebbe risarcito il danno.
La signora non intendeva ragioni, le proponemmo di ripagarlo noi ma ci chiese una cifra esagerata e così andò a finire che litigammo.
Dopo poco fu Natale, eravamo alla messa di mezzanotte e quando fu il momento che il sacerdote disse: “scambiatevi il segno di pace”, io dissi a mia cognata: - Vuoi vedere che non si gira? E così fu. E da allora non ci siamo più parlate.
Storie di vita e di commercio raccolte dal sindacato pensionati
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