Numero Verde: 800 914848 - info@confesercenti.siena.it

CONSUMI IN ITALIA Il chiaro e lo scuro nel rapporto Coop

Dove cresce e dove cala la domanda retail

24 settembre 2021

 

Che le ricerche su Google associate all’Italia siano cresciute del 211 %  durante gli Europei di calcio, sui cellulari di tutto il mondo,  non ci sorprende più di tanto. Meno prevedibile forse che 6 manager mondiali su 10 preveda per i prossimi 3 anni un’attrattività crescente per il nostro paese. Sono due dei tanti dati contenuti in “Economia, Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”, l’edizione 2021 di un rapporto fatto annualmente da Coop e redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori) con Nomisma, il supporto di analisi di Nielsen e i contributi originali di  Gfk, Gs1-Osservatorio Immagino, Iri Information Resources, Mediobanca Ufficio Studi,  Npd,  Crif, Tetra Pak Italia.

Il rapporto si avvale delle informazioni raccolte in due ricerche: la prima con un campione di 1.500 italiani rappresentativo della popolazione 18-75 anni; la seconda concentrata su un panel della community del sito di italiani.coop e su  1.000 opinion leader e market maker.

 

Molti dei numeri raccolti inducono ad una percezione di ottimismo,  che in sede di presentazione i vertici del retail player hanno teso a mitigare, invitando a considerare fattori che peseranno almeno fino al 2023. Ad esempio: 27 milioni di italiani nel 2021 convivono con rinunce e disagi quotidiani, 18 milioni ne prevedono il perdurare nel tempo e 5 milioni lo temono. Nel 2022 il 28% degli italiani, soprattutto cassaintegrati, giovani e donne, prevede un livello di spesa ancora inferiore rispetto al 2019, e se è vero che le previsioni complessive sono migliorative,  il rischio è che crescano soprattutto la sottoccupazione (59%), il lavoro in nero (50%), i gap generazionali (51%).

 

quotidianità ridimensionata

 

 

 CONSUMI E ABITUDINI DI TENDENZA

Dal Rapporto Coop emerge come  Dopo lo smart working (spesso totale) praticato durante la pandemia, il 69% di chi l’ha fatto (9 milioni di persone) voglia sperimentare  nuovi equilibri tra lavoro e vita privata. Cresce la domanda di mobilità elettrica, cresce ancora l’e-commerce (anche se del 18 per cento, a fronte del +45 % del 2020). Sei famiglie su 10 pensano di cambiare arredamento nei prossimi 3/5 anni, si riduce l’attrattività delle grandi metropoli e le città di piccole dimensioni o borghi diventano residenza ambita per 1 italiano su 3.

 

consumi futuri

 

Per metà del campione interpellato le abitudini alimentari sono cambiate durante la pandemia. Emergono i nuovi “climatariani”, 1 un italiano su 6 che dice di fare la spesa penando anche all’impatto ambientale di ciò che mangia. Il 13 per cento riduce la spesa sulla carne, l’83 per cento si dice pronto a spendere di più per prodotti certificati. E poi ci sono, anzi ci saranno sempre più bistecche vegetali, carne coltivata in vitro, farine a base di insetti. Possibile?

 

consumi food

 

Creditis: Immagini anteprima Digitale Rapporto Coop.

 

Per approfondire il rapporto CLICCARE QUI.

 

Ti potrebbero interessare anche:

SPID Perché è utile attivarlo subito

Dal 1 ottobre 2021 indispensabile per l’accesso digitale ai servizi della Pubblica Amministrazione,  

29 settembre 2021

ECONOMIA SENESE I numeri in pandemia

Chi ha sofferto di più, chi si sta riprendendo meglio, chi investe e come: i dati della Giornata dell'Economia 2021.

24 settembre 2021

CONSUMER Piccoli luoghi di nuova moda

Le conclusioni di una ricerca sui local brand realizzata dall’Università di Udine,  raccontata nel libro “Il ritorno dei luoghi”

15 settembre 2021