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Rifiuti: il grande pasticcio

Pubblicato il 23 dicembre 2014

Rete Imprese Italia interviene sul contratto di gestione fra Comuni e Sei

rete-imprese
Ato, Provincie, Comuni e Sei (gestore dei rifiuti), non hanno ascoltato il mondo delle imprese prima di stabilire le linee del contratto di gestione. Adesso sembra che andremo verso ulteriori e inaccettabili aumenti delle tariffe, che nel contesto economico che stiamo attraversando appaiono fuori da ogni logica. E‘ stato creato un nuovo gestore interprovinciale dalla fusione dei tre consorzi di Siena, Arezzo e Grosseto, ma da questo accorpamento rischiano di arrivare costi crescenti a carico degli utenti. Tutto questo appare come un evidente fallimento politico ed industriale, il cui conto sarà pagato dalle imprese e dai cittadini. A tutto questo Rete Imprese Italia Siena (Cna, Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato) risponde con un secco NO. A tal proposito ci domandiamo se l’ente gestore abbia ridotto i costi relativi agli amministratori e di gestione (come le aziende del territorio hanno già fatto) per poter andare nella direzione auspicata della diminuzione tariffaria.
 
I Sindaci ignorando completamente il mondo produttivo si sono assunti una grande responsabilità, che va esattamente all’opposto di quanto ci aspettavamo, ovvero tagli alla spesa degli enti, con la conseguente riduzione delle imposte locali e delle utenze. Oggi invece dobbiamo prendere atto che il conto in bolletta pagato per i rifiuti (Tari) rischia di crescere nei prossimi anni. Rete Imprese Italia fa dunque un appello ai Comuni affinché svolgano fino in fondo il proprio ruolo all’interno dell’Ato e nell’efficientamento dei propri bilanci attivando qualsiasi azioni che porti alla diminuzione delle spese improduttive.
 
Nel frattempo i Comuni devono adeguare immediatamente i propri regolamenti alla recente risoluzione del Ministero dell’Economia che considera intassabili le aree sulle quali si svolgono lavorazioni industriali o artigianali, se produttive di rifiuti speciali. Tutto questo rafforza la posizione delle associazioni che hanno sempre contestato la poca chiarezza dei regolamenti comunali, causa di una ingiustificata ed inaccettabile duplicazione di costi a carico delle aziende.
 
Rete Imprese Italia valuterà infine se indicare alle imprese di non pagare la parte delle bollette non coerente con quanto da noi auspicato e previsto dalle norme di legge.
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