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Cosa sappiamo delle Comunità energetiche

Grandi potenzialità ma siamo in ritardo. Stiamo per recuperare?

10 marzo 2023

 

comunità-energetiche

Marzo 2023: il caro bollette morde meno, ma non così poco quanto servirebbe per recuperare gli eccezionali rincari dei mesi scorsi. E in più, nessuno ci dice che non possa tornare a mordere, a breve piuttosto che a lungo termine. La necessità di cercare soluzioni alternative per l’approvvigionamento energetico non è certo passata d’attualità: e tra quelle possibili, negli ultimi tempi ha ripreso vigore l’opzione delle Comunità energetiche.

 

COMUNITA’ ENERGETICHE: DUE ANNI DI ATTESE

Un opzione quasi solo teorica, per la verità. Ma nelle ultime settimane c’è stato un fatto nuovo significativo: l’Italia (tramite il Ministero dell’Ambiente) ha inviato alla Commissione Europea la bozza di due attesi Decreti attuativi. Sono quelli previsti dal Decreto legislativo 199/2021, ed ai quali è legata la possibilità di distribuire gli incentivi finanziati dal PNRR per la realizzazione delle Comunità energetiche rinnovabili (o CER, in forma abbreviata). Fintanto che la Commissione Europea non avrà risposto, gli incentivi non potranno essere materialmente messi a disposizione. Ma il fatto che il Governo abbia fatto questo passo preliminare atteso da due anni lascia ben sperare, anche perché la risposta della UE dovrebbe arrivare entro breve.

 

A COSA SERVE UNA CER?

In una Comunità energetica “cittadini privati, attività commerciali, enti pubblici locali o piccole e medie imprese condividono il consumo di energia prodotta da uno o più impianti di energia rinnovabile,  puntando a produrre e consumare l’energia all’interno di un’area geografica di riferimento” (la definizione è di E-distribuzione). In pratica, si passa da un approvvigionamento alimentato da poche compagnie energetiche ad un sistema che privilegia l’autoconsumo (e il consumo condiviso tra soggetti di una stessa area) attrezzandosi per produrre l’energia in proprio, favorendo un beneficio doppio: per le proprie casse, e per l’ambiente in cui vivono o lavorano.

 Potenzialmente, secondo la Commissione Ue, i cittadini europei potranno arrivare ad auto-produrre metà dei bisogni energetici di tutto il continente. Ad oggi ci sono paesi dove la strada delle Comunità energetiche è già ampiamente sfruttata (in Danimarca sono 600, in Germania qualche migliaio), altri che sono ancora al palo, o quasi.

L’Italia, complici i ritardi normativi, è tra questi. Ma non siamo proprio a zero:  secondo Legambiente nel 2022 le comunità energetiche già attive erano una quarantina. Dato che l’energia solare è quella preferita da chi punta sulle CER, il fatto che a gennaio di quest’anno siano stati installati quasi 300 megawatt di nuovi pannelli (+282 % su gennaio 2022, dati Terna) lascia immaginare che altre se ne siano già aggiunte in questo primo scorcio d’anno. La vera crescita è attesa nella seconda parte del 2023, quando dovrebbero essere attivi gli attesi incentivi, ai quali magari se ne aggiungeranno altri: la Regione Toscana, ad esempio, dovrebbe metterli a bando dopo l’estate.

 

 

PRIMO PASSO: DOVE TROVARE UNA CABINA PRIMARIA?

“Le CER si basano sulla condivisione: per partire da zero la prima cosa da fare è informarsi, parlarne con i vicini di casa o d’impresa, vedere quanto è distante una cabina primaria”. Fabio Iannone, esperto del Sant’Anna di Pisa, si è espresso così il 9 marzo durante un webinar di CCIAA Firenze dedicato al tema.

 Cos’è una cabina primaria? E’ una specie di collettore tramite il quale la rete elettrica serve una determinata zona. Ebbene, stando alle bozze inviate alla UE, gli attesi incentivi dovrebbero vincolare la possibilità di usarla al fatto che una comunità energetica sia creata in una zona servita dalla stessa cabina primaria.

Come fare per trovare una cabina primaria? Da fine febbraio è stata pubblicata una apposita mappa (accessibile  qui) nella quale, inserendo la via o strada che ci interessa, è possibile vedere a quale cabina primaria la nostra casa o azienda fa riferimento. Di conseguenza, è anche possibile capire chi sono i potenziali “vicini” con cui ragionare di fare una CER. Si scopre così ad esempio che Poggibonsi e San Gimignano condividono la stessa cabina primaria, che quella di Montepulciano si estende per una vasta area intorno al comune, e che a Siena ce n’è una che compre centro urbano e quasi tutte le periferie, e altre 4 nei dintorni. La zona di Scacciapensieri è legato ad una cabina primaria diversa da quella di San Miniato: proprio in questo quartiere, sul finire del 2022, ha preso il via il primo confronto concreto finalizzato a realizzare una cer.   Nello stesso periodo, l’Unione dei comuni della Valdichiana senese approvava un ordine del giorno per stimolare la promozione locale delle CER

 

 

TEMPI, COSTI E BENEFICI

Secondo Iannone, Il tempo medio per la realizzazione di una Comunità energetica varia attualmente dai 12 ai 18 mesi.  I contributi attesi per i prossimi mesi dovrebbero essere di due tipi: un abbattimento ventennale della tariffa energetica, e un contributo fondo perduto del 40 % per le CER dei comuni con 5mila abitanti al massimo. Da poco tempo l’Enea ha messo a disposizione un simulatore (accessibile qui) tramite il quale familiarizzare con i potenziali costi e benefici: “E’ utile aver ben chiaro una CER non è uno strumento di business, piuttosto di benessere, e di risparmio – ha notato Niccolò Cerulli di Insula.net, società che sta supportando la realizzazione di alcune CER in Lombardia – Bisogna passare a ragionare di energia in termini di Kilowatt, anziché di euro, in un orizzonte temporale di lungo periodo. Possono farne parte le persone fisiche come le imprese, e la dimensione di queste ultima non fa testo per contare di più: un membro vale una quota. Gli unici soggetti che per legge non possono partecipare sono le compagnie energetiche”.   Potrà capitare che questi soggetti messi alla porta, rientrino dalla finestra: “è prevedibile il moltiplicarsi di consulenti che busseranno alle imprese per proporre di condurle verso le Comunità. Essere preparati ad affrontarli potrà fare la differenza”.

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